Camere

Barletta, città antica, ricca di storia e per lunghi secoli sottoposta alla dominazione di diversi popoli. Questo ha sicuramente contribuito a darle una sua identità, una struttura particolare, dei monumenti che accennano alle diverse civiltà che vi hanno abitato, un dialetto formato da parole derivanti da lingue differenti ed un assetto territoriale che nei secoli è cambiato totalmente. Certamente le mura e le porte antiche hanno svolto un ruolo di importanza eccezionale come elementi utili per la difesa della città.

La prima cinta muraria della città si ha con l’arrivo dei normanni intorno al 1050. Questa racchiudeva solo il centro urbano di Santa Maria ed era chiusa dall’unica porta ancora esistente nella nostra città: Porta Marina. Forse non tutti sanno che, però, questo antico passaggio non era situato dove risiede attualmente, ma alla fine di via Sant’Andrea, dove è situata l’omonima chiesa. La cinta di mura proseguiva fiancheggiando piazza Pescheria e arrivava a Porta Gloria situata alla fine di corso Garibaldi, esattamente dove si trova la chiesa del Purgatorio. Le mura poi proseguivano su via Cavour fino al castello dove si ergeva imponente Porta Castello. In seguito, con l’espugnazione di Bari, avvenuta nel 1156, Barletta accolse molti migranti che lasciavano il proprio paese d’origine e questo incremento di popolazione portò all’ampliamento della cinta urbica e alla costruzione di nuove porte d’accesso.

Solo con il passare dei secoli si iniziò a guardare a quelle mura come limiti che non consentivano alla città di espandersi e di avere contatti commerciali con le città vicine. Questo fu il motivo che portò nel 1859 il re Francesco II di Borbone ad ordinare l’abbattimento della cinta muraria.